COME GESTIRE GLI STRUMENTI DIGITALI…IN FAMIGLIA!

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Novembre 18, 2020
Categoria: FAMIGLIA

NATIVI DIGITALI 1° PARTE

Ecco alcuni preziosi consigli per educare i figli a un uso consapevole delle risorse digitali (Tablet, Cellulari smartphone), a partire dai primi approcci col magico schermo. Le indicazioni pratiche che vi propongo mettono in evidenza il ruolo attivo che il genitore deve assumere in questa sfida educativa!

Già dall’infanzia, i nativi digitali osservano i genitori mentre utilizzano i loro dispositivi elettronici e quando gli vengono messi in mano per la prima volta sanno già esattamente come utilizzarli.

Oggi, quindi, l’ingresso nel “mondo digitale” è molto precoce. Ben presto i giovanissimi scoprono che questo mondo è così ricco di funzioni e opportunità che vi trascorrono una quantità di tempo davvero notevole. Generalmente i bambini in età scolare prediligono il mondo dei videogiochi, mentre gli adolescenti quello dei Social Network.

Rendendosi conto che l’interesse dei propri figli è quasi totalmente convogliato sul mondo digitale, molti genitori arrivano a chiedersi:

“Ma è normale tutto quel tempo davanti a uno schermo?”

Vi sono dei casi estremi in cui la risposta è no, casi in cui lo schermo monopolizza l’attenzione dei ragazzi e le loro intere giornate, mentre tutte le altre attività sono drasticamente ridotte fino ad essere del tutto trascurate. In questi casi è senz’altro necessario agire rivolgendosi a un esperto.

La risposta invece è sì in tutti i casi in cui il ragazzo conduce normalmente la sua vita e svolge proficuamente tutte le sue attività, nonostante lo smartphone sia sempre in mano o la console per videogiochi sia sempre in prima linea tra le attività di svago preferite.

Nonostante tutto ciò possa crucciare un genitore, va considerato che in questo periodo storico, che non a caso è stato definito “Era digitale”, essere online si può considerare fisiologico. Si è connessi ad Internet 24 ore su 24 e si utilizza questa connessione per infiniti scopi, con estrema immediatezza e facilità.

Un’altra domanda che insorge spontanea in moltissimi genitori è:

“Bisogna limitare l’uso degli strumenti digitali?”

Per rispondere a questo interrogativo è necessario fare alcune considerazioni.

Nella società contemporanea, l’oggettiva facilità di accesso agli strumenti digitali e la loro grande disponibilità hanno portato ad una trasformazione delle modalità di svago e d’incontro con l’altro. Le relazioni interpersonali e l’intrattenimento sono mediati continuamente dalla dimensione digitale, che si tratti di Social Network o di videogiochi online in cui sfidare decine di giocatori da ogni parte del mondo.

Non è più il tempo in cui i ragazzi si sfrenano nei cortili tornando a casa con le ginocchia sbucciate…oggi il sangue preferiscono vederlo nei videogiochi! Le piattaforme digitali sono i nuovi cortili e le nuove piazze in cui incontrarsi…molto più di frequente, ma senza toccarsi.

Oggi sarebbe insensato schierarsi contro l’uso delle nuove tecnologie: che piaccia o no, i giovani le utilizzeranno sempre di più ed in modo sempre più vario.

Per tutte queste ragioni, per un genitore risulta estremamente difficile moderare o limitare l’uso degli strumenti digitali da parte del proprio figlio in età scolare ed oltre.

Tuttavia, c’è molto invece che i genitori possono fare nella fase infantile, quella dei primi approcci al mondo digitale! In questa fase i genitori possono, e dovrebbero, impegnarsi attivamente per educare i propri figli ad un uso consapevole delle tecnologie.

Per uso consapevole si intende un modo costruttivo di navigare nello sconfinato oceano di Internet, non dispersivo e afinalizzato, che permetta di farne una risorsa e uno strumento di arricchimento personale.

E’ questa la vera missione dei genitori odierni nei confronti dei propri figli iperconnessi!

Nel prossimo articolo vi fornirò alcuni preziosi consigli utili a questo scopo.

 

Autrice: Dott.ssa Alessia Mancini

Dott.ssa Alessia Mancini

Sono una psicologa specializzanda in psicoterapia sistemico-relazionale e svolgo la libera professione a Firenze. L’indagine sulla vita relazionale delle persone, sul ciclo di vita e la storia familiare sono i principali strumenti di cui mi avvalgo nella pratica clinica per aiutare individui, coppie e famiglie a superare le loro difficoltà. Negli ultimi anni ho offerto supporto psicologico presso strutture sanitarie pubbliche e private, in diversi reparti ospedalieri e case di cura (psichiatria, disturbi del comportamento alimentare, ortopedia oncologica e ricostruttiva, radiodiagnostica, lungodegenza, neurochirurgia e oncologia). Inoltre, con un gruppo di colleghi gestisco un servizio di psicologia scolastica presso il Liceo Artistico Porta Romana di Firenze, rivolto a studenti, genitori e insegnanti. Quest’attività mi mette a contatto con il complesso ed avvincente mondo degli adolescenti, e con la loro ricchissima e variopinta interiorità.

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