TRISTEZZA A NATALE

famiglia tristezza natale
Dicembre 24, 2020
Categoria: FAMIGLIA

Un Natale di ricordi, tanti Natali fa..

Come possiamo scacciare la malinconia natalizia quando abbiamo perso una persona cara? E perché aumenta proprio a Natale?

Sara è appena entrata nel mio studio. Mi sta raccontando di quanto sia difficile questo periodo.

È il mese di dicembre. È tutto addobbato. Ma su di lei tutto questo ha uno strano effetto. Mi racconta di quando era bambina. Di quanto era bello credere a Babbo Natale. Un tizio con la barba che mangia biscotti davanti al camino. Pensa un po’, ti lascia anche dei regali. Si ricorda di tutta la sua famiglia riunita a pranzo per il 25. I suoi nonni, sua sorella ed i suoi genitori. Di quei nonni oggi è rimasto ben poco. Li ha persi quasi tutti. I suoi si sono separati. E con sua sorella ha dei pessimi rapporti.

persona cara che manca a natale

È rimasta lei con i suoi ricordi.

 

In questo periodo Sara ha dei flashback notevoli del suo passato. Vedere le luci in centro le accende dentro una strana malinconia di quello che ha perduto. È stato un anno difficile della sua vita. Ha perso alcuni punti di riferimento e tante situazioni sono cambiate. E proprio questo anno è triste. Lei che ha sempre adorato il Natale. E non riesce a capire perché proprio adesso. Vuole capire cosa sta accadendo nella sua vita.

Sta cercando di scacciare via questi ricordi e questi sentimenti negativi. Questo malessere le sta rovinando questi ultimi giorni. La mancanza delle persone perdute si fa molto forte ed acuta.

Perché le persone care che abbiamo perduto ci mancano così tanto a Natale?? È normale??

In realtà quello che accade a Sara è molto frequente. Avere nostalgia del passato è più comune di quanto si pensi. Specialmente a dicembre. Molte persone durante le feste sentono una grande nostalgia. Il tempo di dicembre è il tempo della famiglia. E questo accende la luce sul lutto, sul posto mancante. Tante pazienti odiano letteralmente il Natale. Perché magari hanno perso un genitore, un compagno, un figlio. E dicembre è il momento del pranzo, del cenone, della Befana. Insomma, si accendono i riflettori su quella sedia vuota. È quando ti ricordi che chi ami non c’è più. E non solo te lo ricordi, ma ce l’hai davanti agli occhi. Tutti sono insieme a tavola, tutti eccetto lui/lei.  È davvero difficile affrontare tutto questo. E la voglia più comune è di scappare via. Per gestire in maniera adeguata un lutto ci vogliono almeno tre anni. Ma certi dolori, c’è chi dice, non si superano mai. Restano inscritti nel cuore. Nella mente. E quella sedia vuota in ogni momento ce lo ricorda. Stare nel vuoto della perdita è un’esperienza molto complessa e dolorosa.

 

Cosa possiamo fare per affrontare “quella sedia vuota”?

Possiamo scacciare via i nostri pensieri??

 

Innanzitutto, ricordatevi che se c’è una sedia vuota è perchè avete amato.

E se abbiamo amato, c’è stato anche “un prima” nella nostra vita.  Goethe dice che “un cuore che cerca sente bene che qualcosa gli manca; ma un cuore che ha perduto sa di cosa è stato privato” .

E se abbiamo fatto esperienza dell’amore, dobbiamo passare anche attraverso l’esperienza della perdita. Ma questa perdita dobbiamo arredarla, curarla, nutrirla. Dobbiamo accarezzarla come faremmo con un bimbo. Il vuoto potrà essere riempito solo con l’amore. L’assenza non la possiamo evitare. Evitando di sentire l’assenza eviteremo semplicemente il contatto con la realtà.

Ripesca i ricordi felici. Guarda nei cassetti. Cerca e scova odori del passato. Ricordati com’eri. Prendi quel calore e trattienilo nel cuore. Portalo sempre un po’ con te.

Accogli la tua tristezza. E’ naturale essere tristi, sfiduciati e sentirsi fiacchi. Fa tutto parte del processo di lutto. Non negare che tutto vada bene. Sii autentico almeno con te stesso. La consapevolezza è un piccolo passo.

Guarda come sei adesso e soprattutto con chi sei. Per ogni persona che abbiamo perso, ce n’è sempre qualcuna che ci resta accanto. La sofferenza cambia la nostra storia di vita. Attiva un processo globale nella nostra personalità. Saremo persone diverse e non saremo più le stesse. E’ necessario rivolgere lo sguardo a chi c’è rimasto accanto. Per ogni sedia vuota, accanto, un po’ più là, ce n’è sempre una piena.

Accendi la speranza nel tuo cuore. Realizza la profezia che si autoavvera. Se ti sforzerai di trovare il positivo, anche i tuoi comportamenti ne saranno influenzati. E tutto si farà un po’ più lieve.

Scrivi una lettera d’amore e di auguri a chi hai perduto. Chi abbiamo amato è sempre dentro di noi. Nessuno smette di esistere nella nostra mente, nemmeno con la morte. La scrittura facilita l’elaborazione delle emozioni bloccate. Permette di contattare la ferita della perdita dandogli uno spiraglio di vita e possibilità. Attraverso le parole si rimette in moto il nostro amore ed affetto. E se questo torna in circolo, l’esperienza del lutto può lentamente progredire.

 

Spero davvero che questo articolo possa aver risposto alle vostre domande. E che possa avervi fatto compagnia. Perchè quella sedia vuota, è la sedia di ognuno di noi. Tutti abbiamo nella nostra vita “una sedia vuota”. Il mio augurio ve lo lascio scritto in questa poesia di Elli Michler, dal titolo “Dedicato a te”:

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.

Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per contare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.

Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita

 

Autrice: Dott.ssa Chiara Lepri

Dott.ssa Chiara Lepri

Psicologa Psicoterapeuta specializzata nel trattamento di quadri ansiosi – depressivi in adolescenti, giovani adulti, adulti stessi e donne over 50. Coordinamento di progetti riabilitativi ed interventi psicoeducativi, rivolti a minori e giovani adulti disabili di lieve e media gravità, sia sul territorio fiorentino che emiliano.

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