GENITORI AI TEMPI DEL COVID

Aprile 16, 2021
Categoria: FAMIGLIA , MATERNITA

“Mamma possiamo prendere l’aereo e andare in un posto nuovo come abbiamo fatto quella volta? Possiamo tornare a vedere i delfini? Possiamo andare in un parco giochi grade come quelle della televisione? Per il mio compleanno, possiamo fare una festa grande e invitare tante persone?”.

E via a dire… “No, per un po’ non possiamo farlo. Lo faremo quando farà più caldo. Lo sai che certe cose ora non si possono fare perché c’è il virus…”.

 

Quanto sono frequenti queste situazioni nella vita delle famiglie di questo ultimo periodo? Quanto è difficile per un genitore dovere mediare tra ciò che i bambini vorrebbero fare e ciò che effettivamente non si può fare o sarebbe meglio non fare in questo periodo?

 

Dover sempre spiegare e motivare

La pandemia da COVID-19 e tutte le misure necessarie al contenimento del contagio hanno inevitabilmente un impatto nella nostra vita quotidiana, sotto tutti gli aspetti.

Da genitore questo significa cambiare le routine, iniziare a fare cose diverse o a fare le stesse cose in modo diverso e non poter fare alcune cose. I bambini sono creature abitudinarie e così i genitori si trovano a dover spiegare e motivare in continuazione quello che si può fare e quello che non si può fare.

 

Dover sempre dire di no

La sensazione spesso è quella di trovarsi nella condizione di dire sempre di no. Non si può andare in quel posto, non si può fare quell’attività, non si possono andare a trovare i nonni… È frustrante per un genitore dover imporre divieti che nascono dalla situazione di emergenza sanitaria, perché si vanno ad aggiungere a tutte le occasioni in cui di norma si devono far rispettare le regole e si spiega che cosa si può e non si può fare.

 

Accettare le conseguenze

Bisogna fare i conti con la situazione e accettare che i nostri bambini non potranno fare determinate esperienze, non adesso almeno, non potranno sfruttare tutte le opportunità di crescita che gli avremmo messo a disposizione. La scuola di danza, il calcio, le lezioni di musica, le feste e i compleanni e le prime uscite con gli amici, per quelli che sono un po’ più grandi, ora dovranno aspettare.

Dispiace, perché un genitore vorrebbe il meglio per i propri figli, e il meglio non è certo restare a casa il più possibile o non frequentare parenti e amici, ma adesso la cosa più importante è la salute, di tutti.

Certe esperienze hanno un valore se fatte ad una certa età. È vero. Tutto questo lascerà uno segno nel futuro dei nostri bambini? Probabilmente. Saranno bambini e ragazzi che hanno vissuto l’esperienza della pandemia.

Bisogna accettare la perdita di tutto quello che avrebbero potuto fare e non fanno, e cercare di offrire ai bambini il meglio possibile in questa situazione.

 

Sfruttare al meglio i limiti della situazione attuale

La pandemia ha dato alle famiglie nuovi tempi e nuovi equilibri. I genitori hanno trascorso più tempo con i propri figli, tempo prezioso, di cui va fatto tesoro. Anche tra le difficoltà dello smart working e l’ansia, la paura e la tristezza causate dall’emergenza sanitaria, il tempo che un genitore ha a disposizione da dedicare ai propri bambini ha valore.

Fare il pane insieme e costruire un’astronave gigante con i Lego, disegnare e guardare un film sono esperienze importanti ed educative che un genitore può condividere con i propri bambini. Questi sono i momenti belli che un genitore riesce a trovare anche durante la pandemia. Queste sono le occasioni che permettono di costruire un legame affettivo tra un babbo o una mamma e il suo bambino.

I bambini si sono accorti che “il virus” ha tolto loro tante cose, ma ha dato loro anche tanto tempo a casa con babbo e mamma, che altrimenti non avrebbero avuto.

 

Inventarsi avventure

E allora bisogna essere bravi a costruire storie e avventure, a trovare un modo per rendere più interessanti le cose che si fanno tutti i giorni e meno forte la mancanza delle cose che non si possono fare.

La scuola dell’infanzia in cui i genitori non possono andare oltre la soglia della porta? È l’asilo segreto dei bambini, e i grandi non possono vedere tutte le cose meravigliose che accadono all’interno. La caccia al tesoro in casa? È una missione speciale per recuperare tutti i pezzi di un gioco. Senza dimenticare le sfide a chi fa la pizza più buona o disegna meglio il gatto di casa.

Ci vuole fantasia per rendere diverse le giornate! E il babbo e la mamma scoprono talenti che non si ricordavano più di avere.

 

Gestire le ripercussioni emotive

Per nessuno è un periodo facile. Bambini e genitori possono essere in ansia, avere paura, o essere preoccupati per qualcuno che sta male. I divieti e le limitazioni creano frustrazione e stare tanto tempo in casa o fare sempre le stesse cose annoia. È inevitabile.

L’importate è condividere le emozioni in famiglia e riconoscere e accettare i propri limiti e quelli di nostri bambini. Bisogna sapersi perdonare quando sentiamo di non aver fatto sempre il nostro meglio, e saper scusare i comportanti dei bambini quando sappiano che sono il riflesso della frustrazione e della noia che provano in questo momento.

Guardiamo avanti, cerchiamo di essere presenti per i nostri figli e di lasciare loro lo spazio di cui hanno bisogno. Passerà anche questa e ne usciremo più forti.

Se ci saranno ripercussioni sul futuro dei nostri figli, sapremo trovare le risorse per affrontale.

AUTORE: Dott.ssa Sara Zaccaria

 

 

 

Dott.ssa Sara Zaccaria

Psicologa, psicoteraputa cognitivo-comportamentale e mamma. Ogni giorno cerca di trovare un equilibrio tra queste tre componenti, variandone il peso in base alle necessità. Da oltre 15 anni si occupa di apprendimento, e delle problematiche ad esso associate, offrendo supporto a bambini, famiglie e insegnanti con l’obiettivo di favorire l’adattamento scolastico e promuovere il benessere in età evolutiva. Ha svolto numerosi interventi formativi nell’ambito e coordina da anni progetti di screening per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Lavora con bambini e ragazzi per aiutarli ad affrontare e a gestire problematiche di natura emotiva e comportamentale ed ha una vasta esperienza nel campo della psicodiagnosi. È autrice di numerose pubblicazioni di carattere scientifico e divulgativo.

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