DIDATTICA A DISTANZA

didattica a distanza
Settembre 11, 2020
Categoria: FAMIGLIA , SCUOLA

Finchè DAD non ci separi

 Il rientro a scuola post Didattica a Distanza: luci e ombre su questa esperienza di scuola a casa, e spunti per una ripresa consapevole

 Sembra lontano il periodo in cui lo Smart Working e la DAD (Didattica a Distanza) sono entrati di prepotenza nella nostra quotidianità.

Eppure, stiamo parlando solo di pochi mesi fa, mesi infarinati e gonfi dalle lunghe lievitazioni, in cui abbiamo scherzato (ma non troppo) sull’aver conosciuto delle brave persone a casa, che dicono essere “la tua famiglia”.

Con questi individui abbiamo letteralmente condiviso ogni minuto della nostra vita, come mai accaduto prima d’ora, condividendo spazi, emozioni, conferenze stampa e connessioni ad internet problematiche.

 

È stato un periodo che ha dato e ha tolto allo stesso tempo, facendoci riscoprire attività e persone a cui poter dedicare tempo, arricchendoci, e ugualmente capire che certe cose o persone volevamo farne a meno, ma a cui non era possibile sfuggire. Lavorare da casa ci ha permesso di metterci in gioco in una nuova immagine, così come per i nostri figli è stato seguire la DaD.

È necessaria una riflessione a freddo vista la ripresa dell’anno scolastico in presenza, anche se in forma controllata, perché dubbi e paure circolano, in attesa del giorno del rientro.

Questo in quanto aver vissuto l’esperienza di una nuova forma di didattica ha messo tutti in discussione, insegnanti genitori e figli, costringendoli a re-inventarsi ognuno nel proprio ruolo.

Se in qualche caso è stata dura mantenere lo stesso livello di rendimento, in altri casi è stata la volta buona per vedere buoni risultati.

Per qualcuno il cambiamento totale del contesto ha favorito a sua volta un cambiamento della visione di sé in termini di “studente”, portando insieme a voti più alti una ristrutturazione della propria autovalutazione. Per altri, il confronto online ha minato la sicurezza di sempre, mancando molte delle routine che permettevano di vivere in un ambiente sicuro e controllato, in cui muoversi in tranquillità.

 

Ma le carte in tavola stanno di nuovo cambiando, sfidando la capacità di adattamento nostra e dei nostri ragazzi: per favorire il rientro a scuola è necessario approfondire pensieri ed emozioni, capire quali sono le aspettative, se ci sono timori a riguardo.

Evidenziamo alcuni argomenti topici su cui confrontarsi e riflettere coi nostri figli adolescenti:

 

  • Ogni famiglia ha la sua esperienza rispetto all’emergenza Covid-19, come è stato vissuto il periodo della quarantena e se ci sono state perdite di persone care o conoscenti sono fattori di cui parlare, per escludere l’ambiente scolastico dai contesti che possano far preoccupare per la propria salute;
  • Il rientro a scuola come ripresa della normale routine: sì o no? Rispetto al desiderio di ritornare in classe, riacquistare i propri momenti di indipendenza dalla famiglia, ritornare ad essere studenti, di nuovo. Cosa ne pensano i nostri figli?;
  • Rendimento scolastico: come si immaginano tornare in classe, tra lezioni ed interrogazioni non più online? Cerchiamo di capire se ci sono ansie o timori. Studiare da casa non è la soluzione alle insicurezze, ma un’occasione per capire che la motivazione ha un grande peso nei processi di apprendimento. Aver vissuto questa esperienza ci ha fatto capire quali sono le nostre capacità di fronte agli ostacoli;
  • Condividere: banale, ma mai scontato! Come è stato per voi genitori il rientro a lavoro, come è andata e come lo avete vissuto. Raccontare esperienze simili permette di normalizzare ciò che accadrà. Cosa vi aspettate dal rientro a scuola, cercando di parlarne in termini positivi ma realistici, ricordando di rispettare sempre le norme di sicurezza;
  • Cerchiamo di anticipare e tollerare che il rendimento scolastico non possa essere, fin da subito, brillante. Consideriamo il fatto che servirà un periodo di adattamento alle “vecchie abitudini”, monitorando che permanga comunque l’impegno nello studio e una frequenza regolare. Non esitiamo a chiedere aiuto quando emergono comportamenti anomali o rifiuto di andare a scuola;
  • Ricordiamo che le emozioni influenzano i processi di apprendimento, per questo è importante seguire i propri figli in questa delicata fase di rientro a scuola. Se prima potevano esserci sfiducia in sé e paura del giudizio, nel minare l’apprendimento, adesso la situazione è più complessa perché altri timori esterni o maggiori insicurezze nate da tutti questi cambiamenti possono incidere: siamo accoglienti e comprensivi, diamo attenzione e tempo per elaborare tutto quanto.

 

 

Riprendere la normalità è essenziale ma non è scontato.

Preparandoci adeguatamente possiamo cogliere piccoli segnali per evitare problematiche insormontabili attraverso la costruzione di un rapporto di fiducia.

Una nuova fase sta cominciando, nonostante l’adolescenza di per sé porti sempre nuove sfide per noi genitori, che continuiamo a crescere insieme ai nostri figli!

Dott.ssa Laura Viviani

Psicologa specializzanda in Psicoterapia, oltre alla libera professione ho anche esperienza educativa per l’infanzia, nel sostegno scolastico e per la disabilità cognitiva. Questo “doppio lavoro” mi ha permesso di costruirmi una visione complessiva dei bisogni di pazienti e famiglie, per progettare percorsi di crescita e realizzazione più completi. Il mio lavoro di supporto psicologico e di counseling è indirizzato ad adulti, adolescenti e bambini: unendo le diverse esperienze, ho potuto imparare che se le cose non sono mai semplici, con i giusti strumenti la complessità può diventare un punto di forza.

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