ADOLESCENTI E PRIME RELAZIONI SENTIMENTALI

Novembre 30, 2020
Categoria: ADOLESCENZA

Come un genitore può approcciarsi alle prime cotte del figlio

Quanti genitori si trovano a confrontarsi con le prime cotte dei propri figli sentendosi spaesati? Quanti vedono per la prima volta porte sbattute e facce tristi senza un apparente motivo?

Cosa raccontano gli adolescenti?

 

Molto spesso allo sportello di ascolto in alcune scuole superiori mi è capitato di sentire i racconti di ragazzi e ragazze alle prese con le loro prime relazioni. A volte mi sono sentita arricchita dai loro racconti, vedendo nei loro occhi quella gioia e quell’euforia che solo un primo bacio sa darti, altre volte invece ho accolto la loro grande tristezza o la loro paura legate spesso al rifiuto.

 

Ricordo molto bene Alice che mi raccontava di quando le si “chiudeva lo stomaco” e non riusciva più a mangiare perché il suo ragazzo l’aveva lasciata senza un reale motivo. Parlava di come fosse difficile raccontarlo agli amici perché si sentiva giudicata e di quanto in famiglia non si sentisse capita. Sentiva che i genitori sminuivano le sue emozioni dicendo: “E’ capitato a tutti” e “Presto ti passerà”.

 

E’ vero, capita a tutti. Ma…

Spesso gli adulti ricordano facilmente la bellezza dei primi amori ma hanno difficoltà a ricordarne invece la sofferenza. Crescendo si dimentica che quando finiscono certe relazioni emergono emozioni legate alla rottura. Sono spesso emozioni legate al senso di inadeguatezza, all’abbandono o alla paura di non essere abbastanza bella/o, brava/o simpatica/o, popolare… aspetti che in un’età come l’adolescenza risultano di primaria importanza!

 

Letà dell’innamoramento

Ogni adolescente prima o poi viene catapultato nelle relazioni amorose essendone spesso travolto e trovandosi a dover gestire emozioni e sensazioni nuove, che provocano vissuti anche disarmanti di fronte ai quali non sa come agire.

 

Sappiamo anche quanto le relazioni possano essere complesse e difficili da affrontare. Gli adolescenti iniziano ad approcciarsi all’altro spesso senza avere un’idea precisa di chi sono o di cosa vogliono realmente. Quindi può scattare un meccanismo di identificazione con l’altra persona che impedisce di valutare le reali qualità dell’altro e gli aspetti che non vanno bene. Si crea così un rapporto di dipendenza e di controlli reciproci per quella enorme paura di esser lasciati, poiché perdere l’altro rappresenta l’abbandono e il confronto con il restare soli e vuoti.

Nuovi media, stesse dinamiche…

È vero il contesto di oggi è molto diverso da quello di anni fa, quando trovarsi non dipendeva da messaggini o telefonate e non esistevano i social con milioni di foto pubblicate solo per far colpo su qualcuno.

Lo stabilire nuove relazioni più mature con i coetanei, fra cui anche relazioni intime, consiste in uno dei compiti fondamentali dell’adolescenza. Aiuta a diventare autonomi, distaccandosi emotivamente dai genitori e aumentando la consapevolezza della propria identità sessuale.

La famiglia quindi ha un ruolo fondamentale nell’insegnare ai propri figli come relazionarsi con gli altri, in quanto la relazione tra i genitori rappresenta il primo importante scambio con cui i bambini possono confrontarsi.

 

Quindi cosa possono fare i genitori di fronte alle difficoltà sentimentali vissute dai propri figli?

  • È importante valutare bene la relazione sentimentale che l’adolescente sta vivendo. E’ fondamentale che i ragazzi capiscano che l’abuso non è solo quello che vediamo in gesti estremi. L’abuso passa anche attraverso i piccoli ricatti.

    Nelle giovani relazioni capita spesso che uno controlli periodicamente il cellulare o gli account dell’altro. Può esser quindi utile stimolare nei propri figli una riflessione sui ricatti emotivi, ad esempio farli rifletter sulla frase: ‘Se mi ami fai questo per me e se non lo fai è perché non mi ami’, che spesso mi è capita di sentir dire da pazienti adolescenti.

  • Può risultare utile un’attenta osservazione del proprio figlio. Ad esempio capire se esce solo in presenza del proprio partner, o vedere se cambia completamente abbigliamento se esce con le amiche o con il partner (ciò avviene soprattutto nelle ragazze), oppure cercare di capire se sono presenti gesti di ricatto come continue chiamate o domande assidue.
  • Un ulteriore aspetto indispensabile è far sentire la propria presenza, non forzando il figlio ad un confronto, ma offrendo il supporto che un genitore può dare come guida.

Porsi in una relazione troppo alla pari rischia di ridurre l’autorità del genitore, venendo meno il cruciale ruolo di punto di riferimento.

  • Abituare fin da piccoli i figli ad esprimere le proprie emozioni senza timore di esser giudicati o puniti. La serenità di un adolescente dipende anche dal sentire di poter contare sull’ascolto dei propri genitori.
  • Rispettare la privacy dei propri figli non sentendosi offesi per il loro distacco e il loro bisogno di indipendenza. Non siate maniaci del controllo.
  • Infine è fondamentale non sminuire mai i sentimenti del proprio figlio facendolo sentire incompreso nelle sue emozioni ma piuttosto accoglierle e rispettarle.

Far ciò non è semplice come può sembrare, probabilmente può esser utile fermarsi, fare qualche passo indietro, rispolverare qualche ricordo e tornare alla propria adolescenza con tutti i suoi dubbi, le sue incertezze e le sue difficoltà e riuscire così ad empatizzare con il proprio figlio.

Per qualsiasi chiarimento resto a disposizione.

 

AUTRICE: Dott.ssa Martina Giani

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